July 2011
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Poco a poco si è fatta strada dentro di me una convinzione irrazionale, religiosa, stupida ma fantastica: il mio romanzo sarebbe cresciuto di pari passo con la mia barba. La mia barba sarebbe stata una prova lampante della mia fiducia nel romanzo. Fino a quando i peli avessero invaso le mie guance e il mio mento, anche il libro mi avrebbe invaso. E così ho raggiunto una convinzione ancora più profonda e assurda: una storia si scrive come cresce la barba, un romanzo cresce come i peli e le unghie (ho scartato l’idea di non tagliarmi più le unghie). Se qualcuno mi domandava: “Perché non ti radi?”, rispondevo: “Non posso, la mia religione me lo vieta”. “E qual è la tua religione?”. “La mia religione è la letteratura”.
Héctor Abad, Soho, Colombia
via Internazionale